La suggestione di un viaggio nell’area del tempio riservato al Sardus Pater Babai. La strada costruita dai romani tra le grotte e le colonne di Antas
FLUMINIMAGGIORE. “Scavare la storia”: una delle ragioni per visitare le particolari bellezze attorno al tempio punico romano di Antas. Il sito archeologico, celato fra foreste di lecci e massicci bastioni calcarei, è al centro di una zona di interesse naturalistico e storico.
Attorno al tempio dedicato a “Sardus Pater Babai” dio dei sardi, sorgono il villaggio nuragico, recentemente riportato alla luce dopo anni di abbandono e ancora avvolto nel mistero, le cave da cui estrassero la roccia che servì per la costruzione del tempio. Allo scavo si accede da un sentiero. L’area di Antas custodisce quasi duemila anni di storia dell’uomo, importanti tracce dal periodo prenuragico sino alla decadenza dell’impero romano. Per chi ama il trecking c’è la strada fatta costruire dai romani che collegava il tempio all’antico ipogeo all’interno della grotta di Su Mannau, dove gli abitanti della valle praticavano il culto delle acque. Ma le testimonianze non si fermano ad Antas. In un raggio di pochi chilometri c’è ancora tanto da scoprire: circoli megalitici, tombe di giganti, necropoli, scavi minerari.
Francesco Carta



