Il libro «Tunigas, bestimentas e…galania». SASSARI. Qualcuno l’ha definita la giornata dell’orgoglio thiesino. L’occasione era fornita dalla presentazione del libro «Tunigas, Bestimentas e… Galania. L’abbigliamento a Thiesi tra Ottocento e Novecento» avvenuta nello splendido scenario del salone delle feste di Villa Mimosa. Thiesi ha mostrato quello che può considerarsi uno dei suoi più ricchi tesori nascosti e la serata si è trasformata in una festa. Un pubblico numeroso, formato per lo più dai tanti thiesini che vivono a Sassari, ma anche da curiosi e appassionati di tradizione e identità, ha risposto all’appello della Pro loco, che ha organizzato la serata assieme all’amministrazione comunale. Il sindaco Gian Luigi Schintu ha sottolineato l’importanza della ricerca anche «come punto di riferimento per coloro che volessero riscoprire e intraprendere attività economiche legate all’argomento trattato, dalle varie abilità manuali, tessitura, ricamo, calzoleria, sartoria fino ad esempio all’arte orafa».
Ma i veri protagonisti della serata sono stati gli autori del volume, promotori della mostra che ha dato origine al libro, che hanno risposto alle domande del moderatore, il giornalista Francesco Pinna. In particolare Giovanna Chesseddu ha spiegato come «nella ricerca ci si sia voluti allontanare da sterili folklorismi per collocarsi in una dimensione di salvaguardia ma anche di trasmissione di conoscenze». Stefano Ruiu ha sottolineato «il coinvolgimento generoso della comunità, che ha messo a disposizione i singoli capi d’abbigliamento e il supporto dello studio degli atti e dei documenti d’archivio». Mentre Salvatore Ferrandu ha suggerito ad amministratori locali, associazioni e singoli cittadini l’idea di creare un museo del territorio dove ricerche di questo valore possano trovare la collocazione naturale. La conclusione della serata è stata affidata a Giovanni Maria Demartis, della Soprintendenza di Sassari, coordinatore scientifico del lavoro. Immagini, manichini presenti in sala e diversi ragazzi vestiti con abiti tradizionali originali, lo hanno aiutato a scendere nei dettagli dell’abbigliamento thiesino «considerato un vero e proprio bene culturale, capace di parlare delle nostre comunità, della nostra storia, della nostra cultura». Riferimenti all’importanza della ricerca anche nell’intervento della azienda Fratelli Pinna che ha sostenuto la pubblicazione del volume (realizzato dalla Arti Grafiche di Gavino Pinna) individuando la risposta nello stesso logo aziendale, cioè in quel “sapere sardo” che racchiude gran parte della nostra storia e della nostra identità.



