Nel libro di Tomaso Tuccone si parla di domus de janas e menhir
BUDDUSÒ. Da pochi giorni nelle edicole l’ultimo libro dello studioso buddusoino Tomaso Tuccone, dedicato ai monumenti archeologici del territorio di Buddusò. Un’area ricca di insediamenti che datano sin dal Neolitico, come testimonia la presenza di numerose domus de janas. A queste testimonianze Tuccone ha dedicato un’opera corredata di una ricca documentazione fotografica e di accurate descrizioni.
Un lavoro di individuazione e schedatura «che è sempre stato uno dei punti fissi del programma che mi ero ripromesso di realizzare sin dagli anni Ottanta», spiega lo stesso Tuccone nell’introduzione, dove è dichiarato l’«intento di far conoscere e apprezzare, soprattutto fra i giovani, il rilevante patrimonio esistente nel loro territorio».
«Soltanto con la consapevolezza della ricchezza di monumenti del passato sparsi nel territorio – dice ancora l’autore – si può promuovere e programmare la valorizzazione». Questa missione ha sempre caratterizzato il lavoro di Tomaso Tuccone, che in passato ha sviscerato ogni aspetto di Buddusò, come scrive nel preambolo l’amico archeologo e compaesano Antonio Sanciu.
Tuccone si è infatti occupato delle tradizioni popolari, delle leggende, dei poeti, dell’economia, dell’ambiente, della toponomastica e della storia del paese, illustrata nel volume “Buddusò. La storia, le immagini” del 2003.
Le pagine del libro “Buddusò. I monumenti archeologici”, che sarà presentato la prossima settimana, racchiudono immagini e descrizioni di domus de janas, dolmen e menhir, nuraghi, fonti e pozzi, tombe dei giganti: un patrimonio ricchissimo che attende ancora un’adeguata valorizzazione.
Il volume, edito a cura del Centro Culturale del Comune di Buddusò, è stato stampato con il patrocinio della Fondazione Banco di Sardegna e della Presidenza del Consiglio Regionale e con il contributo dell’assessorato alla Cultura della Provincia di Olbia-Tempio e del Comune di Buddusò. (b.m.)



