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Tutto il dna di duemila ogliastrini

Il progetto promosso dal National Institute of Health studia i processi dell’invecchiamento. Cinque anni per sequenziarlo, Progenia a caccia di finanziamenti

ARZANA. Come e perché si invecchia. Chi non vorrebbe saperlo? E proprio identificare i geni e i fattori ambientali responsabili dell’invecchiamento è l’ambizioso obiettivo dei ricercatori del progetto Progenia. Ambizioso e importante. Perché gli studi, che sono stati condotti su 6162 volontari ogliastrini, (il progetto è decennale: 2001-2011) hanno innanzitutto consentito di raggiungere due grandi risultati: identificare il gene le cui varianti sono in grado di migliorare il quadro clinico nella betatalassemia, malattia tipica della Sardegna. Seconda cosa: si sta sequenziando l’intero genoma di 2000 dei 6162 volontari. Si potranno così conoscere i soggetti a rischio nei quali è più elevata la probabilità di sviluppare patologie legate all’età che avanza. Ecco perché i 27milioni di dollari destinati al progetto, finanziato interamente dall’America (National Institute of Health), non basteranno. I ricercatori chiederanno infatti un prolungamento degli studi fino al 2016 e questo significa che serviranno altri soldi.
Ieri mattina, nell’aula consiliare di Arzana, davanti a una platea fatta di ricercatori, medici e politici, gli esperti del centro Progenia hanno illustrato i primi risultati del loro lavoro e, soprattutto, hanno discusso il futuro del progetto. Di cosa si tratta? Il numero di geni coinvolti nell’invecchiamento è molto elevato, ciascuno ha però un effetto modesto e questo rende difficile la loro identificazione attraverso gli studi genetici. Per cercare di semplificare la ricerca si è deciso di fermarsi in un territorio circoscritto, quello ogliastrino appunto, dove la popolazione è più omogenea e lo sono anche i fattori ambientali ai quali è esposta. Quattro i paesi coinvolti: Arzana, Lanusei, Ilbono, Elini. Più di seimila persone, di età tra i 14 e gli oltre 102 anni, nel 2001 hanno detto sì alla proposta dei ricercatori. E seguono con entusiasmo tutto il percorso. Vengono sottoposti periodicamente a visite mediche, in precedenza è stato fatto loro il profilo cardiovascolare, la valutazione dell’apparato muscolo-scheletrico, di quello respiratorio, esami di tiroide, reni, retina. Progenia in particolare approfondisce due aspetti dell’invecchiamento: la componente cardiovascolare e quella della personalità, parametri importanti per lo studio delle patologie che colpiscono il sistema cognitivo.
Manuela Uda (Istituto Neurogenetica di Cagliari), che dopo la scomparsa del professor Giuseppe Pilia, fondatore di Progenia, ha preso in mano la direzione del progetto insieme ad Antonio Cao e Francesco Cucca è sicura che si arriverà a una svolta storica negli studi genetici.
DALL’INVIATO NADIA COSSU

IL CONVEGNO

Arzana, Lanusei, Elini e Ilbono in prima fila

Vent’anni fa tutto questo sarebbe stato impensabile nel nostro piccolo territorio


ARZANA. «In un momento in cui l’Italia si è stretta intorno al “savoiardo” che per poco non vinceva pure il festival di Sanremo c’è un’altra Italia che fortunatamente punta sulla qualità e vince».
Enrico Lai, oggi assessore provinciale, nel 2001 sindaco di Lanusei e primo firmatario di Progenia, sottolinea con forza e convinzione l’importanza di questo lavoro. «Progenia non è soltanto un modello di ricerca, è un modello di vita, di convivenza, applicabile non solo in Ogliastra. Andiamo avanti, facciamo le cose bene. Chiedo agli amministratori uno sforzo, lavorare con poche chiacchiere». E i sindaci sono lì, seduti in prima fila che ascoltano. Ci sono il padrone di casa Marco Melis, Virginia Lai (Lanusei) e Vitale Pili (Elini), manca solo Gilberto Contu, sindaco di Ilbono. E ci sono anche i consiglieri regionali Franco Sabatini e Angelo Stochino. Il messaggio deve arrivare a tutti. C’è anche il commissario della Asl di Lanusei, Francesco Pintus. «Vent’anni fa – dice – sarebbe stato impensabile realizzare un progetto di questa portata in un piccolo territorio. Oggi potrebbe diventare il marchio dell’Ogliastra. Personalmente mi impegno a garantire la massima disponibilità della Asl di Lanusei». Anche da parte degli onorevoli Sabatini e Stochino disponibilità, impegno e un’idea comune: avviare una battaglia per la crescita dell’Ogliastra. E Progenia, in questo caso, diventa uno strumento di grande rilancio. I sindaci Marco Melis e Vitale Pili hanno ribadito l’importanza della salvaguardia dell’ambiente «genuino» tipico della zona. «I nostri comuni – hanno poi aggiunto – saranno vicini con i fatti».
Al professor Antonio Cao sono state affidate le conclusioni dell’incontro: «Mai avrei immaginato una risposta così ampia. Quando all’estero diciamo che abbiamo oltre seimila volontari restano increduli. Il successo del progetto è sotto gli occhi di tutti: geni trovati, caratteri definiti». E poi il futuro. «Quello di Progenia non può che essere la ricerca. Lo studio longitudinale che stiamo portando avanti ci dirà come e perché si invecchia. E sequenziare duemila persone significherà ottenere dei risultati determinanti». I fondi servono e non lo si può certo negare. L’équipe dell’Istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia di Monserrato ha già annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Comunità Europea. Per il resto continuerà ad esserci la prestigiosa collaborazione con l’Aging Institute del National Institute of Health e un grande nome: quello del professor David Schlessinger. (na.co.)

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