Categorie

  • Ambiente
  • Antropologia
  • Archeologia
  • Aziende innovative
  • Biodiversità
  • Carnevale
  • Case editrici
  • Centenari
  • Concorsi e Borse
  • Costumi
  • Enologia
  • Escursioni
  • Estinzioni
  • Eventi
  • expandFeed
  • Gastronomia
  • Genetica
  • Libri
  • Linguistica
  • Medicina
  • expandMultimedia
  • Musei
  • Paesi
  • Poesia
  • Prodotti Tipici
  • collapseRassegna stampa
  • Ricerca
  • expandRiviste
  • Sardegna Ambiente
  • Sardegna Digital Library
  • Sardegna Ricerche
  • Scempi
  • SCS
  • Storia
  • Uncategorized

Lavori al nuraghe di Coi Casu

Sant’Anna Arresi, il sito archeologico sarà in parte recuperato


La Regione interviene con un contributo di 60mila euro

SANTA ANNA ARRESI. Sarà valorizzato il sito archeologico di Coi Casu. Serviranno più di 100 mila euro per una migliore fruizione dell’importante villaggio nuragico. La Regione ha approvato il progetto dell’amministrazione comunale ed ha concesso un contributo di 64 mila e 162 euro. La differenza, pari al 40 per cento del progetto, sarà a carico del bilancio comunale. L’iniziativa rientra fra quelle programmate dall’assessorato regionale della pubblica istruzione, sport, per il restauro dei beni culturali di rilevante interesse artistico, storico, archeologico ed etno-antropologico. Coi Casu rientra a pieno titolo in queste categorie. La sua importanza è testimoniata dai diversi cantieri archeologici che hanno permesso di riportare alla luce alcune strutture originarie e, soprattutto, reperti di straordinario interesse. La Sovrintenda Archeologica ha sempre seguito con particolare attenzione le vicende legate agli scavi nel sito perché Coi Casu è uno dei villaggi nuragici che potrebbe dare un contributo forse decisivo per conoscere la preistoria del territorio. Gli interventi già realizzati per una sua prima fruizione non sono sufficienti per coglierne appieno tutte le peculiarità. Con i contributi della regione ed i fondi del bilancio comunale si potrà colmare finalmente anche questa lacuna. L’ubicazione del sito, a pochi metri dalla strada provinciale che collega il centro urbano con Porto Pino, favorisce le visite e le escursioni. Coi Casu è caratterizzato da un’area molto vasta, divisa però in due settori da un terreno utilizzato per colture agricole. Nella parte settentrionale ci sono i resti di un nuraghe, realizzato con l’impiego di blocchi di granito e scaglie di pietre locali. E’ costituito da una torre circolare, un ambiente esterno ed i resti di ciò che una volta doveva essere un corpo secondario. Si scorgono anche i resti di altri piccoli ambienti. Nell’area meridionale, invece, sono presenti le tracce di quello che doveva essere un vero e proprio villaggio nuragico. Grandi blocchi di granito delimitano degli ambienti a pianta quadrata disposti intorno ad un’area non edificata. Ricordano il villaggio nuragico di Seruci. Si presume, dunque, che il sito fosse abitato sin dal XII secolo a.C., tra il Bronzo recente ed il Bronzo Finale. Gli scavi effettuati negli anni scorsi hanno permesso di individuare tracce di frequentazioni fino all’Alto Medio Evo. I reperti ritrovati appartengono, in gran parte, al periodo Tardo Punico, Romano (repubblicano) e Fenicio Punico. Per il periodo nuragico gli scavi hanno restituito un’ascia in pietra associata ad un pestello discoidale, una macina e numerosi frammenti ceramici, in particolare delle grosse anfore che servivano per la conservazione degli alimenti. Nell’area, inoltre, sono stati individuati i resti di muratura che si riferisce alla base di capanne nuragiche. All’interno esemplari di otri di grosse dimensioni. Ora la fruizione del sito consentirà di programmare ulteriori interventi di scavo in tutta l’area.(ec)

Condividi su:
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Twitter
  • Wikio

Leave a Reply

 

 

 

You can use these HTML tags

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>